ssd SandiskDurante una discussione sul newsgroup it-alt.comp.software.openoffice è emersa la questione della durata di vita di un disco SSD.

Ora, premesso che la loro introduzione massiccia nel mercato è appena iniziata, quindi non ho una personale casistica di guasti/problemi relativi a questi oggetti, qualche cosa si può dedurre dalle caratteristiche tecniche costruttive e dalla tecnologia impiegata (cito da http://www.nexthardware.com) :

“Le celle NAND Flash realizzate in tecnologia CMOS di tipo SLC hanno una durata di 100.000 Cicli di scrittura/cancellazione mentre le equivalenti celle MLC hanno una durata di 10.000 cicli. Le operazioni di lettura non hanno alcun effetto sulla durata delle celle di memoria, visto che il contenuto informativo della cella rimane scritto per anni anche in assenza di alimentazione ed è sempre disponibile.
Il numero massimo di cicli di scrittura di un SSD sono quindi estremamente elevati e neanche lontanamente paragonabile con gli attuali valori di durata dichiarati dai dischi magnetici tradizionali.
Vi sono però alcuni accorgimenti da prendere per evitare di accorciare la vita di un SSD, tutte queste funzionalità vanno sotto il nome di wear levelling e consistono genericamente nel distribuire i dati uniformemente su tutte le celle di memoria presenti nel SSD, così da evitare l’utilizzo ripetuto delle stesse celle. I file system tradizionali, come FAT, UFS, HFS, ext2 e NTFS sono stati originariamente progettati per i dischi magnetici e come tali riscrivono molte delle loro strutture di dati (come ad esempio le directory), più volte nella stessa area, senza curarsi di distribuire le scritture uniformemente su tutta la superficie dei dischi. I complessi algoritmi di wear levelling sono implementati nella logica del SSD e quindi rendono completamente trasparente il meccanismo alla gestione del file system sovrastante.”

L’articolo propone poi una serie di comparazioni da cui si ottiene una vita di circa 70 anni per un disco da 128 GB, su cui si effettuino 50 GB di scrittura di dati al giorno!

Ora, qualche dubbio sorge nel leggere di durate così elevate (anche perchè con i dischi tradizionali quando cominciano a verificarsi danneggiamenti sullo 0,1 % della superficie  - e accade tipicamente intorno al 3°-4° anno di vita del disco – di fatto il disco diventa inutilizzabile, perchè si danneggiano un un numero elevato e random di files, con conseguente continuo rischio di instabilità del sistema, perdita di dati ecc.). Sinceramente non so come si potranno comportare gli SSD, perchè qui non c’è tutta la problematica relativa all’usura dovuta all’elevato numero di giri del piattello che invece provoca decadimento sulla superficie magnetica dei dischi meccanici.

In rete le informazioni che si trovano sono spesso relative a dati forniti dagli stesi produttori o da comparazioni non troppo correttamente impostate (paragonare flash card con gli SSD è comunque un errore, l’elettronica dei controller è piuttosto diversa, a d esempio).

A questo link ci sono alcune risposte significative (lingua inglese): http://ssd-life.com/eng/how.html

Di sicuro l’assenza della rumorosità tipica dei dischi meccanici (e quindi il loro caratteristico “ticchettio” quando si stanno per rompere) non permetterà di basare l’allerta pre-rottura sulla prova “a orecchio”, ma occorrerà affidarsi alla previsione SMART o a tool di diagnostica specificamente studiati.